Il tradimento coniugale ha rilevanza legale

L’infedeltà tra coniugi porta a conseguenze di non poco rilievo. La violazione di uno dei doveri coniugali più importanti, infatti, implica innanzitutto la cosiddetta Dichiarazione di addebito: il giudice, infatti, quando l’infedeltà costituisce la causa principale della separazione, può imporre all’adultero l’onere di mantenimento dell’altro coniuge, determinando anche la perdita dei suoi diritti successori nei confronti dell’ex.

Il tradimento del coniuge, dunque, costituisce ragione sufficiente per richiedere il risarcimento dei danni quando il comportamento di costui sia incompatibile con il sano e normale andamento della vita di coppia e quando lo stesso coniuge adultero mostri un evidente disinteresse nei confronti del partner.

L’infedeltà coniugale, pertanto, è punita non solo con l’eventuale addebito della separazione, ma anche con il pagamento dei danni che il coniuge “vittima del tradimento” ha subito.
La condizione necessaria consiste, in particolare, nella realizzazione plateale dell’infedeltà, che come conseguenza abbia portato la lesione di diritti costituzionalmente garantiti, della reputazione, della dignità, dell’onore dell’altro coniuge.

Secondo la sentenza n. 8862 della Corte di Cassazione sez. I, del primo Giugno 2012 “la violazione di obblighi nascenti dal matrimonio, se da un lato giustifica la pronuncia di addebito a carico di un coniuge, dall’altro può configurare un comportamento che, incidendo su beni essenziali della vita, può produrre un danno ingiusto con conseguente diritto anche al risarcimento del danno morale”.

Pertanto, il tradimento del partner può dar luogo ad un equo risarcimento in favore dell’altro, secondo i generali criteri della responsabilità civile ai sensi degli articoli 2043 e 2049 c. c., laddove, come anzidetto, si dimostri che ciò abbia leso la salute e il decoro della persona tradita.

In pratica, per essere risarciti è necessario indicare nel ricorso introduttivo del giudizio di separazione il pregiudizio alla immagine e alla salute conseguenti al tradimento, dimostrando l’entità dei danni subiti sia economici che morali.

La frequente relazione platonica via internet o a mezzo telefono, invece, per la Suprema Corte non costituisce causa di addebito, a meno che non vi sia un coinvolgimento sentimentale.

By Redazione

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